- News -

ARFID, come riconoscere un "nuovo" disturbo alimentare dell'infanzia

Nuovo disturbo alimentare dell'infanzia

Che i bambini, soprattutto nella prima infanzia, facciano i capricci per mangiare, rifiutando di assumere particolari cibi o spiluccando distrattamente e controvoglia quanto gli viene presentato nel piatto con le più amorevoli attenzioni, è esperienza comune di quasi tutti i genitori, che probabilmente si erano comportati in modo del tutto analogo venti o trent'anni prima.

Finché il bambino, nonostante questa scarsa propensione ad alimentarsi, riesce comunque ad assumere una quantità di nutrienti e calorie sufficienti per sostenerne la crescita e per permettergli di svolgere tutte le attività previste per la sua età (scuola, gioco, sport ecc.) non sussistono grossi problemi. I genitori devono soltanto cercare di proporre al bambino i cibi che dimostra di preferire (pur nel contesto di una dieta il più possibile sana e bilanciata) e avere pazienza, nella consapevolezza che, con ogni probabilità, la situazione migliorerà spontaneamente nel corso della crescita.

Il discorso cambia radicalmente quando il rifiuto di mangiare si estende a gran parte degli alimenti e/o le quantità assunte sono così ridotte da determinare calo di peso e rallentamento dell'accrescimento, compromettendo anche la funzionalità e il benessere psicointellettivo del bambino.

In questi casi, è presente un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare da affrontare con l'aiuto di team medico specialistico. Non si tratta necessariamente di anoressia nervosa, patologia che tende a insorgere prevalentemente durante la pubertà e l'adolescenza e che è sempre associata, oltre che alla restrizione nell'assunzione di cibo, alla preoccupazione per l'aspetto fisico e al timore esagerato di ingrassare, anche se si è già magri o sottopeso. Prima dei dieci anni, e ancora più spesso prima dei sei, il disturbo alimentare presente potrebbe essere l'ARFID, sigla corrispondente alla dicitura inglese "Avoidant/restrictive food intake disorder" (disturbo da rifiuto/restrizione dell'assunzione di cibo) e relativa a un "nuovo" disturbo del comportamento alimentare introdotto nell'edizione più aggiornata del Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie mentali (DSM-5).

L'elemento diagnostico chiave che differenzia l'ARFID dall'anoressia è che nel primo caso non è presente alcuna preoccupazione per il peso corporeo e il rifiuto del cibo non è legato alla volontà di dimagrire. I bambini che soffrono di ARFID, in genere, sono ansiosi, irritabili, e manifestano grande insofferenza e disagio quando devono assumere alimenti; nella maggioranza dei casi, lamentano disturbi gastroenterici, nausea e malesseri di vario tipo, soprattutto dopo aver mangiato o quando sono costretti a farlo, senza che possano essere riconosciute intolleranze alimentari o patologie specifiche.

Se non si interviene per tempo, questo quadro comportamentale può portare a notevoli perdite di peso (anche oltre il 30% del peso normale per l'età), esponendo il bambino a seri rischi fisici e intellettivi e compromettendone lo sviluppo. Di fronte a un eccessivo rifiuto di mangiare del bambino associato a dimagrimento, quindi, è sempre bene rivolgersi al pediatra e, dopo gli accertamenti medici del caso, consultare anche specialisti di psichiatria infantile.

Essendo l'ARFID un disturbo di recente caratterizzazione, al momento non esistono linee guida di trattamento codificate, ma le prime esperienze in questo ambito indicano che possono essere ottenuti buoni risultati clinici coniugando un piano di ri-alimentazione progressiva (guidato da nutrizionisti) a interventi cognitivi e psico-comportamentali finalizzati a ridurre l'ansia tipica del disturbo e a rendere più consapevole e sereno il rapporto del bambino con il cibo.

Fonte:
Norris ML et al. Update on eating disorders: current perspectives on avoidant/restrictive food intake disorder in children and youth. Neuropsychiatr Dis Treat, 2016;12:213-8. doi:10.2147/NDT.S82538

Vuoi approfondire il tema dei disturbi della nutrizione?

Pubblicato il 7 marzo 2016