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Attacchi di panico: lo stress aumenta il rischio, ma non subito

Che gli eventi stressanti sul piano familiare, sociale o lavorativo possano favorire il peggioramento dei sintomi in chi soffre di disturbo da attacchi di panico, con o senza agorafobia, lo si sa da tempo. Al punto che, spesso, nelle persone predisposte l'esordio stesso del disturbo segue un trauma psicologico importante o un periodo emotivamente difficile. Secondo una recente ricerca pubblicata sul Journal of Affective Disorder, però, l'effetto negativo della rottura di una relazione, di un licenziamento, di una malattia di una persona cara o di trasloco sulle manifestazioni del disturbo da attacchi di panico non è immediato. In media, le ricadute peggiori si osservano dopo 12 settimane, anziché nei giorni immediatamente successivi al fatto, come si potrebbe essere portati a pensare. Alla conclusione i ricercatori della Brown University di Providence (Stati Uniti) sono arrivati esaminando la risposta di 418 persone affette da disturbo da attacchi di panico nei tre mesi precedenti e successivi a un evento stressante. Conoscere questa caratteristica dell'andamento del disturbo è estremamente importante per effettuare una più efficace prevenzione degli attacchi, intensificando il supporto psicoterapico e l'attenzione alla trattamento farmacologico nei periodi a maggior rischio di ricadute.

Fonte
Moitra E, Dyck I, Berad C, et al. Impact of stressful life events on the course of panic disorder in adults. J Affect Disord 2011;134:373-76.